Opportunità per tesi di laurea magistrale

Le interfacce aptiche sono dispositivi meccanici in grado di fornire sensazioni di forza all'operatore umano.
Il termine interfaccia definisce un sistema di relazioni, intese genericamente come scambio di informazioni tra almeno due entità. Nello specifico tecnologico le interfacce rappresentano il luogo degli scambi di informazione tra essere umano e macchina, potremmo dire tra reale e virtuale. Gli obiettivi che possono essere conseguiti lavorando in questo campo sono molteplici: si può passare da un ambito più "informatico" in quanto l'uso di interfacce aptiche unito a software di grafica tridimensionale permette all'uomo di sperimentare l'esplorazione di un mondo virtuale molto simile a quello reale con la possibilità di percepire sensazioni tattili e visive. Altra tematica è di tipo maggiormente "controllistico" : progettare quindi leggi di controllo per la posizione, per la forza e molto altro per migliorare la qualità del "feedback" delle interfacce aptiche.
Per ulteriori informazioni contattare il prof. Thomas Parisini.

Le lenti intraoculari (IntraOcular Lenses, IOL) sono fra i più comuni dispositivi medici impiantabili.
Lo scopo del lavoro proposto è lo sviluppo di un metodo sperimentale che permetta una valutazione oggettiva della qualità delle immagini ottenute attraverso IOL per consentire un confronto fra differenti modelli. Ciò è ottenuto attraverso un modello elttromeccanico di occhio, opportunamente attuato, e dotato di una telecamera che permette di acquisire l'immagine prodotta dalla IOL sulla "retina".
In particolare il lavoro consiste nel controllo di basso livello del setup elettromeccanico (attività già assegnata)
, nella realizzazione di una interfaccia di alto livello per le acquisizioni automatiche (a partire, presumibilmente da marzo 2011) e nella elaborazione delle informazioni acquisite (in particolare, nella individuazione di opportuni criteri di valutazione della qualità delle immagini prodotte dall'occhio artificiale)

L'apparato sperimentale, realizzato in collaborazione con la Clinica Oculistica dell'Università di Trieste, è situato presso il laboratorio IAAERI del DIA, dove sarà possibile, eventualmente, svolgere anche un'attività di tirocinio.

Il candidato ideale ha nozioni di misure elettroniche  e di elaborazione numerica di immagini.

Per ulteriori informazioni, contattare il dott. Felice Andrea Pellegrino.
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In campo industriale la visione automatica ricopre ormai un ruolo di primo piano in diverse applicazioni di misura e controllo, grazie alla disponibilità di abbondante potenza di calcolo che permette l’implementazione real-time di algoritmi di visione sempre piu’ complessi. Alcuni dei problemi industriali che è possibile risolvere mediante la visione automatica sono
  • misura di posizione, dimensione e orientamento di superfici e oggetti complessi nello spazio;
  • ispezione superficiale e controllo qualita’ in linea;
  • pianificazione di traiettorie di robot manipolatori.
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In campo industriale è di fondamentale importanza l’impiego di tecniche di analisi non distruttiva (NDE) in linea, che permettono di effettuare misure qualitative e quantitative su un oggetto nel momento stesso in cui viene prodotto, senza comprometterne la qualità e la funzionalità.
Tra i diversi metodi impiegati figurano gli approcci basati sull’uso di correnti parassite, che vengono indotte in materiali conduttivi e/o ferromagnetici mediante opportuni campi magnetici. L’unico modo percorribile per predire le performance di questi metodi è l’utilizzo di metodi di simulazione numerica, come ad esempio il metodo degli elementi finiti (FEM).
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